COME COMUNICA IL RICCIO


Il riccio comunica attraverso suoni e movimenti particolari, con cui esprime diverse situazioni emotive e di necessità.

Soffi e sonori sbuffi: manifestano fastidio e tensione, ma anche incertezza.

Scatti e sibili: sono segnale di spavento e di disagio.

Schiocchiolio: suono simile a quello emesso dall'uomo, quando fa scattare la lingua con il palato; è utilizzato per segnalare la propria presenza ad altri ricci, al fine di delimitare il proprio territorio; occorre notare, però, che i suoni emessi, non hanno sempre una relazione così netta e precisa con un determinato stato emozionale, come vengono descritti.

Stridio, scricchiolio e fischio: si sentono - a) durante il corteggiamento (carosello del riccio), in tarda primavera ed a metà estate, - b) nelle delimitazione di un territorio, all'avvicinarsi di un altro esemplare, - c) durante l'allattamento, in cui i cuccioli richiamano l'attenzione della mamma.

Grida: suono di grande paura e di rilevante dolore fisico (esperienza personale, vissuta di notte, quando sono stata svegliata da un grido prolungato, ripetuto e di notevole intensità e vigore, paragonabile all'urlo di un bambino; era un riccio reduce da un trauma da incidente stradale).

I ricci sono anche in grado di russare mentre dormono! ...

... omissis ...

... Un comportamento singolare è rappresentato dal meccanismo di autosputo, che il riccio attua quando viene in contatto con odori o sapori particolarmente forti. E' un processo consentito dalla presenza di un organo accessorio, chiamato organo di Jacobson, che provoca una ipersalivazione.

Questo organo è situato sopra la volta palatina dura, ed è riconducibile alle funzioni olfattive, la cui attività è conosciuta e documentata in alcune specie di mammiferi ed influenza il comportamento sessuale ed alimentare degli stessi.

L'organo di Jacobson viene stimolato tramite i dotti naso palatini, che comunicano con la cavità orale. Tale stimolazione si attua quando l'animale per effetto di sensazioni olfattive o gustative, produce in abbondanza saliva che i biascicamenti successivi rendono schiumosa; ...

... continua.